Recensione
In Each Day, Something Good Eri Yamamoto Trio
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modern jazz Voti redazione e staff

Eri Yamamoto Trio

In Each Day, Something Good

Aum Fidelity

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La pianista giapponese - ormai newyorkese d'adozione - Eri Yamamoto è giustamente famosa e apprezzata, per le sue collaborazioni (con William Parker ed Hamid Drake, ad esempio) e per gli album confezionati in una decade col suo trio. Siamo già al sesto album con questo In Each Day, Something Good, raccolta di pezzi originali alcuni dei quali composti per la sonorizazione di un film del 1932 di Yasujiro Ozu (Io sono nato ma...).

Il tocco di Eri è elegante, indaga con inesorabile intelligenza nell'ordito armonico e ritmico (David Ambrosio al contrabbasso e Ikuo Takeuchi alla batteria sono più che semplici comprimari), lasciando intuire arguzie oblique Monk (l'opening track Attraction Of the Moon, Every Day) che presto stemperano in un intimismo atmosferico non privo d'inquietudini E.S.T. (Let's Eat, Then Everything Will Be Ok) o smanie blues più o meno riconducibili ai guizzi d'un giovane Keith Jarrett (Sheep Song, A Little Suspicious).

Disco più godibile che coraggioso, attento a definirsi una contemporaneità compatibile coi dettami della tradizione.

(6.8/10)

Pubblicazione: 23 Maggio 2010

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