Recensione
Hippies Harlem
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sixties-pop Voti redazione e staff

Harlem

Hippies

Matador

Il trend del momento è quello del sixties-pop tutto spensieratezza, coretti accattivanti e zuccherosi, lo-fi d’obbligo e dimensione gioiosa. Su questo credo non ci sia più dubbio ormai, e se ce ne fosse ancora qualcuno, gli Harlem, terzetto garage-pop di Austin con la testa molti km più a Nord (e il cuore altrettanti a Ovest), sono qui per chiarirlo.

The only band we like is nirvana; the only album we like is nevermind, the only song we like is smells like teen spirit, dichiarano sul loro myspace e se gli schitarramenti e l'attitudine sono da grunge-addicted, è la melodia vocale ad essere al centro di Hippies: clamorosamente appiccicosa, chubby e rassicurante come la quotidianità della middle-class americana di Happy Days.

Neanche in termini temporali si supera mai quella invisibile linea di demarcazione, anzi se ci si allontana si va di retromarcia, spingendosi fino alla summer of love e allo psyh-pop meno lisergico e più canzonettaro dei 60s. Perfetta musica da festa dall’originalità vicina allo zero assoluto.

(6.4/10)

Scheda: Harlem

Pubblicazione: 21 Maggio 2010

File under: sixties-pop

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2010)

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