Vada che il precedente Proto Acid: The Berlin Sessions era un trip techno e deep intinto di echi sci-fi, cassa in quattro e una deepness a scavare diritta nell'anima dell'uomo. A metà Duemila averlo inciso live a Berlino significava riazzerare le cose e ricominciare assieme a una nuova generazione di dj e producer.
Il nuovo capitolo ne testimonia invece il ripiegamento in una sterile fierezza techno-soul. Ancora tutto strumentale (e perciò privo delle voci e del sudore black che da Voodoo Ray a Essence lo contraddistinguevano), Tronic Jazz è un superfluo distillato di carne e circuiti con qualche buon momento (Iland) ma soprattutto nostalgie canaglie che culminano, sul finale, in rimpianti dell'era Pacific State firmata 808 State. Gerald era uno di loro prima di buttarsi a pesce nella fantastica giungla dell'indimenticato Black Secret Technology (ristampato recentemente). Ora il suo moniker preferito è pienamente storicizzato e l'album per soli fan.
(6.0/10)
Scheda: A Guy Called Gerald
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