Dopo una compilation (Utmarken) e un 12 pollici (1867), il famigerato combo, punta di diamante del noise svedese, torna con un secondo full-lenght. Se il precedente album si dipanava in maniera monolitica e lineare nelle due lunghe tracce che lo componevano, mescolando folk faunesco, kraut teutonico e suggestioni black metal, il nuovo sound acquisisce una tridimensionalità che, come suggerisce il titolo (Sepolto al Nord), non punta al cielo ma indaga le profondità degli abissi terrestri.
Oltre all'usuale coltre di densa sporcizia, il trio di Goteborg rielabora la formula aggiungendo parti acustiche, intermezzi concreti ed una più opprimente componente percussiva. Nella nuova coppia di pezzi si alternano, come di regola, momenti grevi, passaggi astratti e umori da celebrazione funebre; la voce poi si mescola dentro la pasta di mestizia sonora, accrescendone ulteriormente la carica rituale e psichedelica. Begraven Mot Norr non è dunque una replica del primo, ma la sua naturale evoluzione, più articolata ed ambiziosa ma sempre immancabilmente riconoscibile sotto il nero vessillo Ättestupa.
(7.4/10)
Scheda: Ättestupa
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