Recensione
Infinite Arms Band Of Horses
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Country Rock Voti redazione e staff

Band Of Horses

Infinite Arms

Columbia Records

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Con il sophomore post-Matt Brooke (nel frattempo Grand Archives), la band di Ben Bridwell, rilocatasi nella sua South Carolina, aveva ricalibrato e preso confidenza con la formula dell’esordio, riconsiderando ancora una volta il southern sound agrodolce dei My Morning Jacket, iniettandolo qua e là di spezie post-Neil Young di gente come Built To Spill, Wilco e Iron & Wine. Cease To Begin era però un lavoro ben lungi dal gettare il cuore oltre l’ostacolo; inferiore rispetto all’esordio giocava, non senza malizia, dentro stereotipi consolidati e liriche fin troppo consapevoli del proprio pubblico di nicchia.

Per Infinite Arms la band ha voluto qualcosa di diverso, ottenendolo con maggiore successo. Firmando major si è dichiarata quintetto vergine e accogliendo due amici (quali Tyler Ramsey alla chitarra e Bill Reynolds al basso) ha voltato pagina a partire dall’iniziale Factory, il segno più tangibile di una maggiore sicurezza nell'espressione ma anche di un rinnovato arrangiamento: un suono pieno e spaziale nel quale cinematiche Black Heart Procession incontrano un chamber folk di tutto rispetto. Altre testimonianze si riscontrano nel tiro folk rock à la Crosby Stills & Nash della successiva Compliments e nei tagli indie rock di Laredo e Northwest Apartment, nonché negli episodi confidenziali (Blue Beard) quando non – senza troppo sorprenderci - pop (Dilly) o folk-pop (Evening Kitchen) fino al country circa Harvest dell'emblematica Older, degna di una classicità che ancora non saprà del tutto d’autentico, ma è quanto basta per averceli intorno senza star troppo a criticare. 

(7.0/10)

Scheda: Band Of Horses

Pubblicazione: 18 Maggio 2010

File under: Country Rock

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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