Ci sono voluti quasi tre anni all’ex Everything But The Girl per dare alla luce un nuovo disco. Registrato tra Londra e Berlino, prodotto da Ewan Pearson e infarcito con collaborazioni d’eccellenza (tra cui la voce di Jens Lekman, la chitarra e la batteria degli Hot Chip, al secolo Al Doyle e Leo Taylor) l’album è una meditazione diretta e senza peli sulla lingua sull’immaginario sentimentale della mezza età.
La Thorn confessa sul suo blog che questo è uno dei dischi più acustici su cui ha lavorato. Come a dire che col passare del tempo le macchine servono solo in fase di post-produzione e ci si concentra più sui testi che sugli FX. Piano, chitarra e live drums per dei piccoli grandi quadri di un’esposizione su come la “middle age non sia un periodo di rilassamento, anzi è più una zona di guerra”. E quindi vai di divorzi, scazzi, depressioni e altre amenità over 50. Ma se la riflessione si fa dura, la voce riesce a cullare e a far passare tutte le tensioni.
Tracey ha ancora voglia di esprimere il soul che in una carriera più che decennale le ha fatto meritare il rispetto da chanteuse sinuosa (stupenda la piano ballad in free downloading Oh, The Divorces!), folk rocker indispettita (Hormones), bohemien wave epifanica (Kentish Town) e blueswoman west-morriconiana (Come On Home To Me). Adult, sì, ma che voce, Tracey.
(7.2/10)
Scheda: Tracey Thorn
Pubblicazione: 14 Maggio 2010
File under: songwriting
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