Parte benissimo, l’ennesimo comeback dei Melvins. L’attacco di pura psicopatia rock dell’iniziale The Water Glass, schitarrate heavy che si aprono in un sing-a-long free-form fatto di urla nonsense, ne mostra il lato deforme e schizzato. A ruota segue Evil New War God e scatta l’evergreen melvinsiano: un carrarmato hard-rock cafone che si nutre di quel suono pachidermico, grasso e distorto che rimanda alle pesantezze di Stoner Witch e che è marchio di fabbrica di King Buzzo & friends da un quarto di secolo buono.
Se Chicken Switch giocava sul versante più sperimentale e strambo al quale i nostri ci hanno abituato sin dai tempi della trilogia-omaggio (sberleffo?) ai Kiss, The Bride Screamed Murder è il classico album di studio dell’ormai consolidato quartetto (i due Big Business Coady Willis e Jared Warren sono ancora della partita).
Un pizzico di slancio epico-coatto in più in alcuni passaggi chitarristici o in alcune vocals (Pig House), qualche ambientazione dark-funerea (I’ll Finish You Off), abbozzi di rumorismo doom semi-concreto che si fa totale follia (PG x 3). Per il resto si va sul sicuro con un mix di doom, hard-rock, post-grunge, hc sperimentale alla NoMeansNo, su cui aleggia grigiore post-apocalittico e paranoia suburbana. I soliti vecchi Melvins, con soddisfazione.
(6.9/10)
Scheda: Melvins
Pubblicazione: 14 Maggio 2010
File under: hard-rock
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