Ho sempre avuto un'inspiegabile passione per i gregari. Adoro pensare che all'ombra di band blasonate sia stata una scena brulicante di validissime formazioni, che solo il capriccio del fato ha relegato alle seconde (o terze) file.
Nel caso dei Method Actors oltre al fato ci si è messa una buona dose di schizofrenia e la follia artistoide dei protagonisti Vic Varney e David Gamble. Troppo spigolosa e poco incline ai facili antusisami la loro musica per compiere la medesima scalata al gusto popolare di altri act come R.E.M. e B-52's, che pure dalla stessa scena (Athens, Georgia, a cavallo fra 70 e 80) provenivano.
Inutile fingere conoscenze pregresse: quello che sappiamo di loro lo apprendiamo dal libretto di questo splendido This Is Still It, antologia di una carriera durata appena tre anni, giusto il tempo di incidere un singolo e due album attualmente introvabili. Il secondo, Little Figures, venne definito dalla rivista Sound il migliore dell'anno di grazia 1981.
Peculiari fin dalla formazione: un duo chitarra/voce e batteria che in epoca pre White Stripes costituiva una bizzarria non da poco. La musica poi raccoglieva il meglio dell'art rock del periodo e lo declinava in agilissime canzoni che mescolavano le nevrosi chitarristiche dei Devo e il post punk geometrico dei Wire.
Urgentissimi e spigolosi come solo chi fa musica lontano dalle logiche del music business può suonare, eppure capaci di infilare una manciata di anthem (vedi il surf robotico di Hi-Hi-Whoopee) che avrebbero meritato ben altro destino. Difficile dire quanto abbiano influenzato o quanto a loro volta siano in debito nei confronti di act come Pylon e Talking Heads, di certo il funk punk asciutto e nevrastenico di brani come Commotion scorrazzano proprio in quei territori.
E' musica che ascoltata oggi risplende in tutta la sua impressionante attualità.
(7.0/10)
Scheda: Method Actors (The)
Pubblicazione: 12 Maggio 2010
File under: Post punk
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