Recensione spot
Say It Born Ruffians
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Indie rock Voti redazione e staff

Born Ruffians

Say It

Warp Records

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In Red Yellow & Blue si erano distinti per un indie collegale pimpante e vacanziero, zeppo di saliscendi contagiosissimi come se Libertines e Wombats venissero presi a scosse dagli Animal Collective e portati alle baleari dai Vampire Weekend. Del resto, la distanza per miscelare scene e sapori con l'atlantico nel mezzo c'erano: i ragazzi, pur sotto contratto con la londinese Warp, venivano da un piccolo ma delizioso villaggio del Canada, Midland,  sedicimila abitanti affacciati sulla Georgian Bay che d'estate ne accolgo altri ottantamila facendo della città uno dei punti di riferimento per il turismo nell'Ontario il cui capoluogo è quella Toronto sede dei Broken Social Scene.

Il super gruppo dalla coralità contagiosa è però un'inflenza soltanto indiretta per i Born Ruffians che in questo secondo lavoro maturano innanzitutto una personale via canora intersecando l'urgenza rurale dei Violent Femmes con un'indole più consapevolemente folk-punk e una serie di tricks neri nel fraseggio melodico. Luke LaLonde è diventato un frontman di un brand riconoscibilissimo, la scocca avant-folk di una scrittura facile eppure così complessa e piacevolmente afabulante, capace d'episodi confidenziali dai sapori r'n'b come What To Say (che aspira già a diventare un piccolo classico indie-rock '00) ma anche di pose arty come Nova Leigh (dall'accattivante tiro garage).

Il resto non sbaglia un colpo: il valzer di Blood The sun And Water, i tagli cow punk tropicalizzati di Oh Man e le chitarrine esotiche di Retard Canard e lo strascicato crescendo di Sole Brother (il singolo d'apertura) ne sono i migliori testimoni.

Saranno troppo raffinati per venir acclamati come devono, del resto i Born Ruffians hanno firmato fin'ora il miglior album indie rock del 2010.

(7.3/10)

Scheda: Born Ruffians

Pubblicazione: 31 Maggio 2010

File under: Indie rock

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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