Recensione
Invasion Weasel Walter Septet
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Free-Jazz/Punk Voti redazione e staff

Weasel Walter Septet

Invasion

ugExplode

Weasel Walter non è di certo uno a cui piaccia starsene con le mani in mano. Finiti i fasti Now! Wave di una Chicago ormai in declino, si è spostato ad Oakland. Lì ha continuato a pubblicare dischi a nome Flying Luttenbachers fino a dismettere la ragione sociale nel 2007, sempre senza mai smettere di intraprendere nuovi progetti e collaborazioni (Burmese, Lake Of Dracula, Lair Of The Minotaur, To Live And To Shave In LA...) e di occuparsi della sua etichetta UgExplode. Per ultimo, avendo esaurito tutto quello che la California potesse dargli, dallo scorso 2009, si è trasferito a New York dove suona come nuovo batterista nella band prog-death Behold... The Arctopus.

Come se non bastasse, parallelamente alla sua carriera rumorosa ed iconoclastica, da qualche anno a nome Weasel Walter sono stati pubblicati anche diversi album che lo vedono a fianco di figure di spicco dell'avanguardia jazz. Gianni Gebbia, Paul Flaherty sono solo alcuni dei nomi che troviamo nelle miscele esplosive di jazz-punk di Apocalyptik Paranoia, Particles, Lichens o altri dischi.

Uscito per la solita UgExplode a nome Weasel Walter Septet, l'ultimo Invasion si avvale della collaborazione tra gli altri, del chitarrista Herry Kaiser e del contrabbassista John Lindberg, entrambi attivi come improvvisatori free sin dagli anni '70. Ma pensare che la presenza di personaggi del genere intimorisca Weasel, significa non aver ben colto il personaggio. “Il mio credo oggi è di spingere i musicisti con cui suono sempre un po' oltre a quello di cui sono abituati” dichiara in un intervista per AllAboutJazz. E nei 70 minuti di Invasion infatti, raramente capita di tirare il fiato. Le percussioni di Weasel, in coppia con William Winant, spingono fino in fondo l'acceleratore, costringendo gli altri musicisti a fronteggiare velocità insolite per il jazz. Ed in questa situazione si susseguono le frenetiche scale della tromba di Liz Allbee o del sax di Vinny Golia, gli spunti atonali sharrockiani della chitarra di Kaiser, come le sfuriate del contrabbasso di Lindberg e di Damon Smith. Trame fittissime, abbaglianti, con tante diverse personalità in gioco da generare una creatura pluri-schizofrenica. Non si finirebbe mai di sviscerare ogni aspetto nel dettaglio, ognuno dei sette componenti apporta le sue particolarissimi caratteristiche.

Ma è il risultato complessivo a fare la differenza, come una reazione esotermica, la musica sprigiona calore, energia. E se si dovesse trovare un tratto comune, è proprio l'energia l'elemento ricorrente in tutte le produzioni di Weasel Walter. Più che un musicista, un Re Mida della velocità.

(7.1/10)

Pubblicazione: 14 Maggio 2010

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