Terzo e conclusivo episodio per Steven R. Smith sotto le mentite spoglie del moniker Ulaan Khol. L’episodio numero III della trilogia Ceremony accentua ancor di più il solipsistico procedere heavy-psych a base di riverberi, echi, feedback e distorsioni che caratterizza il progetto, presentandosi come l’anello più duro e a tratti incompromissorio dell’intera trilogia.
Convivono anime diverse e apparentemente inconciliabili nelle 8 tracce untitled che, come da costume, sono da intendersi come movimenti più che come veri e propri pezzi a sé stanti: dilatazioni doom e introspezioni eteree di matrice folk, aperture heavy-rock reminiscenti la kosmische più materica e deadmaniani solo di chitarra riverberata. A caratterizzare Ulaan Khol è però il mantenere sempre vivo un taglio rurale, primitivista, di ovvia ascendenza Jewelled Antler Collective, insieme mistico-spirituale e rumoroso ma depurato da ogni manifestazione urbana o industriale. L’intera trilogia è disponibile anche in edizione limitata in box di betulla, perciò affrettarsi è d’obbligo.
(7.0/10)
Scheda: Ulaan Khol
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