Recensione
The Fall Of 1960 Canadians
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guitar-pop Voti redazione e staff

Canadians

The Fall Of 1960

Ghost Records

Mettete insieme gli Hüsker Dü, i Dinosaur Jr., il college pop degli Weezer, le armonie dei Beach Boys e otterrete i veronesi Canadians. Un intreccio di chitarre elettriche corpose spalmato su un'attitudine punk/post-qualcosa che vive di fraseggi uncinanti e melodie appiccicose. Ai tempi del precedente A Sky With No Stars qualcuno urlò al miracolo per un'opera che si limitava a riproporre nella giusta chiave un immaginario legato agli ultimi Ottanta/primi Novanta indie americani; di questo The Fall Of 1960 si dirà forse, commettendo un errore, che altro non fa se non ripetere quanto di buono si era già ascoltato in quell'esordio.

Si tratta invece di un lavoro dalla scrittura certosina e l'organizzazione quadrata. Quel misurare muri di chitarre e melodia che porta la band di Duccio Simbeni, Michele Nicoli, Massimo Fiorio, Vittorio Pozzato, Christian Corso, a dar vita a un piccolo capolavoro di equilibri, produzione, sintesi e arrangiamento. Un po' come era successo agli Yuppie Flu del 2003, quando con Days Before The Day fecero intendere dove poteva arrivare la grazia di una piccola band italiana impegnata a trafficare con una musica lontana anni luce dalla tradizione del Bel Paese. Per i Canadians di The Fall Of 1960, pur con le dovute differenze stilistiche, vale lo stesso discorso: classe e fede incrollabile in un background di ascolti capace di dar vita a un pop ricercato ma con punti di riferimento riconoscibili. Fulgido esempio di un indie forse fuori moda ma tutt'altro che sepolto.

(7.0/10)

Scheda: Canadians

Pubblicazione: 06 Maggio 2010

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2010)

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