La Sera Della Prima
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Genere

animazione

Durata

87’

Sceneggiatura

Wes Anderson, Noah Baumach; soggetto: Roald Dahl

Cast

George Clooney, Meryl Streep, Jason Swartzman, Bill Murray, Owen Wilson, Willem Dafoe, Jarvis Cocker, Waalace Wolodarsky; Eric Chase Anderson (voci)

Musica

Alexandre Desplat

Fotografia

Animazione: Indian Paintbrush

Montaggio

Animazione: Indian Paintbrush

Data

30 Aprile 2010

Uscita Film

Aprile 2010

trailer

Fantastic Mr. Fox

Wes Anderson (USA-Gran Bretagna, 2010)

Pochi celebratissimi autori cinematografici, oggi, hanno la capacità di sintetizzare e di rendere ampiamente riconoscibile non solo il proprio “marchio di fabbrica”, il proprio stile e le proprie convinzioni, ma anche il proprio universo narrativo, il proprio mondo e modo di guardare. Tra questi pochi, per nostra fortuna, c’è Wes Anderson e, ultima prova di tanta capacità, è il suo ultimo film Fantastic Mr. Fox.

La vicenda è quella raccontata da Roald Dahl, si tratta dell’ennesimo prelievo per il cinema dall’autore inglese, e della sua favola omonima pubblicata nel 1970. Mr Fox è – meravigliosa tautologia - una volpe che mette la testa apposto e scorda il passato fatto di scorribande e razzie nei pollai. La moglie incinta, Felicity, riesce a riportarlo sulla retta via e a fare di lui un giornalista. Il carattere è destino, si sa, e la volpe non riesce a trattenersi dal commettere un’ultima serie di colpi che vanno a buon fine ma suscitano la vendetta smisurata dei tre allevatori e agricoltori colpiti, Boggin, Bounce e Bean. Da qui s’innesca una serie di rischiose avventure per fuggire all’attacco umano e per difendere i propri cari come si chiede a una volpe matura e responsabile.

La cosmogonia del regista è rispettata. Questo va presto detto per tutti i fan spaventati o incuriositi dal cambio di genere, la scelta dell’animazione stop motion a 12 frame al secondo, con il quale l’affrescatore americano, lo diremo così, ha deciso di cimentarsi per il suo ottavo film. Tutto cambia visivamente, è ovvio, ma nulla si sposta dal punto di vista narrativo e ontologico. Tutto è perfettamente rinchiuso nell’inquadratura e in quello che da essa si sviluppa. Pare evidente qui che Anderson parta dalla favola morale di Dahl per raccontare la sua storia o, meglio, per dirla con il mio amico Alfonso Mastrantonio, sempre lo stesso film.

Ancora una volta ci si trova dinanzi a una proposta di cambiamento, a un racconto del crescere e del passare ad altro. Tutti qui devono mutare il proprio essere cercando di non farsi troppo male. Il piccolo Ash, la sua voce è di uno dei pupilli di Anderson, il mio amato Jason Schwartzman, è “diverso” e non ha ancora capito da chi o da cosa. Non ha ancora capito che le sue invidie e le troppo nette orme paterne non lo salveranno dalla vita vera. Suo padre, Mr.Fox/George Clooney, è nella stessa situazione, intrappolato tra le responsabilità del suo ruolo famigliare e un istinto da wild fox incontenibile. La madre e moglie Felicity/Meryl Streep, è timoniere di questo maremoto al rallentatore, di questa rivoluzione in muto, di un incendio senza fumo. Tutt’attorno, una miriade di piccoli animali con le loro debolezze, geniali peculiarità e difetti di pronuncia.

Mi accorgo di aver ritagliato bruscamente, nomi e specie a parte, tutto il cinema di Wes Anderson. Gli uomini cercano di capire, di capirsi, le donne li guardano cercando a loro volta di essere capite e, ovviamente, di capirsi. Corollario di questo girotondo sono le macchiette, le presenze che passano per il racconto dando del loro o senza neppure aprire bocca, solo ammiccando. Tutti, protagonisti o comparse, rivolgono al mondo lo stesso sguardo, carico della stessa malinconica distanza, ascoltando la stessa canzone che, allegra o triste, ricorda sempre che l’estate è bella perché finisce presto. Di tutto questo ringrazio Wes Anderson.

copertina pdf #91