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Leila Saida This Harmony
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post prog Voti redazione e staff

This Harmony

Leila Saida

Altri che non sposano certo la causa della semplicità sono i perugini This Harmony col loro album autoprodotto Leila Saida. Dal manifesto programmatico (una riflessione di Vasilij Kandiskij) alla confezione (il disegno in copertina, il cartoncino piacevolmente rugoso) passando dai titoli dei pezzi (elusivi e generici, in ossequio a certe opere del pittore russo) per arrivare infine a struttura e arrangiamenti (per basso, chitarra, batteria, violino più found sounds sparsi), la tenzone si svolge al modo di una rivendicazione accorata e accurata delle possibilità “art” che il rock può (ancora) avocarsi ed evocare. Le nove tracce sono tutte strumentali e trovano nel dialogo ossessivo, talvolta capriccioso tra chitarra e violino, il segno dominante di ambientazioni bucoliche e irrequiete, romantiche e marziali. Suggestioni blues-prog contagiate da malanimo post, strapazzate da impeti crossover e acidule funkerie, organizzate in suite fluviali, stranianti, impressioniste, imbastiscono improbabili ma in qualche strano modo efficaci vie di mezzo tra Doors e High Tide, tra GY!BE e Dirty Three. La posta in gioco era alta, quindi non stupisce che gli esiti sembrino talvolta sconnessi e dispersivi (ora il drumming è troppo quadrato, ora il basso fa storia a sé, ora quella suite ha un po’ troppe stanze e ramificazioni…). Ok, c’è della velleità nel loro progetto. Ma c’è del fascino, in questa velleità.

(6.5/10)

Scheda: This Harmony

Pubblicazione: 01 Gennaio 2006

File under: post prog

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Stefano Solventi

Rss
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