Recensione
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tech-house Voti redazione e staff

Booka Shade

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Get Physical

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Arno Kammermeier e Walter Merziger dichiarano che il quarto album della loro pluripremiata carriera ha tre più: la produzione raffinata, le atmosfere in sovrapposizione multi-layer e l’emozione. La tech house dei due draghi da palco si riflette sul nuovo disco giocato in casa Get Physical (di cui i due sono co-fondatori dal 2002) con un’ottima tecnica di produzione di cui i due sono maestri da Movements. Gli ingredienti si basano su “grooves strong che seguono la tipica uscita notturna: l’excitement del pre-serata, il party, le ore piccole, un po’ di paranoia e infine l’alba di un nuovo giorno”.

Il concept è questo e gli ingredienti ci sono tutti. Il 4 pulsante infarcito di nuances deep à la Claro Intelecto (Regenerate), gli FX 303 old school (The Door), visioni e tastiere Novanta (Teenage Spaceman), il featuring degli Yello in tardoprogressività ambience (Divine) e il ripescaggio dell’amico Chelonis R. Jones (che guardacaso milita su Get Physical) nel pezzo stranamente più Ottanta dell’intera tracklist (Bad Love).

Un disco che si distingue per il perfezionismo del suono, privo però dei singoli bomba che fin qui li hanno contraddistinti ed elevati sul trono tech-house mondiale. La prossima volta dateci more soul.

(6.4/10)

Scheda: Booka Shade

Pubblicazione: 02 Maggio 2010

File under: tech-house

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2010)

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