Recensione
Quel triangolo delle meduse Stiv
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techno-rock Voti redazione e staff

Stiv

Quel triangolo delle meduse

Musical Brain

Stiv è in realtà Stefano Tirella, dj, produttore, speaker, musicista, cantante. Ovvero tutto e il contrario di tutto. Tanto che nel curriculum del suddetto trovano posto un certo presenzialismo nei principali network radiofonici, romanzi, remix (tra i tanti, Paola e Chiara, Verdena, Piotta) e collaborazioni con personaggi di ogni genere: da Stefano Bollani a Irene Grandi, da Petra Magone a Faso di Elio e le storie tese, da Marco Cocci a Rocco Siffredi.

Quel triangolo delle meduse rappresenta l'ennesimo work in progress in sbornia collettivista del Nostro, un disco che trova il modo di mettere insieme – non si sa bene come - Giacomo Castellano – chitarrista di Adriano Celentano, Vasco Rossi, Gianna Nannini -, Lisa Masia (Lilies On Mars), Marina Mulopulos (Almamegretta), Remo Remotti e Gianmaria Accusani (Prozac +/Sick Tamburo). Il tutto per dar vita a un coacervo caotico di drum & bass ai limiti dell'ambient (Lisa) e disco tex-mex (Black Porpora), industrial (Barracuda) e Subsonica (Sorry Dendo), punk-shoegaze (La titanica) e techno (Inventoparoleperte) che vive di pose o poco più. La qualità dei contenuti è a tratti avvilente – dammi tutto, più stelle, più notte / metti pure più luna nel sole/ inserisci la gioia nel dolore / tu che hai vino al posto del sangue - e tolto il minuto iniziale di S.t.i.v. - un punk rock sanguigno che fa un po' da intro all'opera–, il resto è materiale da archiviare e da dimenticare in fretta.

(4.0/10)

Scheda: Stiv

Pubblicazione: 07 Maggio 2010

File under: techno-rock

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2010)

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