Recensione
The Giuseppi Logan Quintet Giuseppi Logan
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free jazz Voti redazione e staff

Giuseppi Logan

The Giuseppi Logan Quintet

Tompkins Square

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Giuseppi Logan il drop out. Nato a Philadelphia nel '35, polistrumentista autodidatta, si sposta a New York e si inserisce nella scena free, suonando con gente come Archie Shepp e Pharoah Sanders. Tra il '64 e il '65 la mitica ESP gli stampa due album, di ristretto ma assoluto culto, con Milford Graves alla batteria e Don Pullen al piano. Ma Giuseppi, che non è mai stato un tipo dritto, si perde nella droga e finisce per diventare un vagabondo. Lascia New York e di lui si perdono le tracce. Negli anni Novanta gira addirittura la voce che sia morto. Nel 2008 lo ripescano a New York, dignitosissimo barbone abbracciato al suo sax, in quel Tompkins Park su cui si affaccia l'appartamento che fu di Charlie Parker. La ruota riprende a girare.

The Giuseppi Logan Quintet esce a febbraio di quest'anno. Dentro gente fidata come Dave Burrell (piano), Francois Grillot (contrabasso), Matt Lavelle (tromba e clarinetto) e Warren Smith (batteria). E se dopo quarantacinque anni la maniera di Giuseppi non fa più sensazione e la visione si è fatta meno urgente e - paradossalmente? - meno disperata, la musica è ancora orgogliosamente sfilacciata: un free jazz dalle pause esoteriche, scollato e zoppicante ma mai casinista, intriso di ricordi be bop, dominato dal suo sax ubriaco - e sheppiano - e dal piano storto di Burrell. Tre cover (Over The Rainbow, Blue Moon, Freddie Freeloader; più l'omaggio a Coltrane di Steppin') e nuovi pezzi autografi, tutti condotti bilanciando spigoli e lirismo sincero, con la sorpresa del cantato alla Wild Man Fischer di Giuseppi nella conclusiva Love Me Tonight.

La retorica ha spesso le sue ragioni: un ritorno inatteso e gradito.

(6.9/10)

Scheda: Giuseppi Logan

Pubblicazione: 04 Maggio 2010

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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