Recensione
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Genere

prog glitch hop

Data di uscita

Maggio 2010

Pubblicazione

29 Aprile 2010

Flying Lotus

Cosmogramma

Warp Records

Il secondo album su Warp di FlyLo, dopo il capolavoro Los Angeles, era atteso come uno dei dischi del 2010. E per molti lo sarà. Sicuramente si tratta di un lavoro importante, che segna una svolta nel percorso artistico dell'uomo e si candida a possibile cartina al tornasole di tutta una scena e un suono. Steven sogna big band live che mischino elettrico ed elettronico ed è in questo senso che si muove, attraverso l'integrazione forte di elementi suonati accanto a sample e suoni di sintesi: il basso di Stephen “Thundercat” Bruner, gli archi arrangiati da Miguel Atwood-Ferguson, il sax del cugino Ravi Coltrane e l'arpa di Rebekah Raff (simulacro musicale e spirituale della madrina silenziosa del disco sotto il segno cosmic, la prozia Alice Coltrane).

Cosmogramma sconta però la pressione che vi si è creata intorno, Steven ansioso di sperimentare a tutti i costi suoni e soluzioni nuove. Abbandonato il mood fumoso, intimista e bluesy di Los Angeles, la psichedelia lotusiana prende ora una piega progressiva, con tutto quello che questo significa sotto il profilo della sperimentazione, del collagismo e dell'onanismo. Abbandona il focus sul glitch e sul wonky e si fa influenzare dagli amici produttori (il barocchismo di Daedelus; l'enfasi su una ritmica aggressiva e il clash di elementi di Hudson Mohawke), allargando i riferimenti e presentando una tavolozza così ricca che rischia di sembrare a tratti pasticciata. Il lavoro è disomogeneo e manca di una direzionalità forte, in tensione tra una manciata di pezzi eccellenti (quelli più tradizionalmente lotusiani e quelli dove la matrice progressiva-accumulativa trova il giusto dosaggio) e numeri invece eccessivamente lavorati, sovraccarichi di elementi, superprodotti.

Da incorniciare: la siderale Zodiac Shit; la dilliana Computer Face; una And The World Laughs With You che fotografa la convergenza di rock e hip hop verso i territori dell'elettronica (col cameo, ectoplasmico, del più calzante dei padrini possibili, Thom Yorke); Do The Astral Plane è la take house che spacca; Satelllliiiiiteee unisce ad arte wonky, tribal, latin e Quasimoto; Dance Of The Pseudo Nymph è il compiuto aggiornamento di quello che suonavano i Soft Machine su Third. Il resto sono esercizi piacevoli (il controtempo sospeso di Mmmhmm; il delizioso intermezzo lounge, con una mutazione degli accordi di Fall In Love, di German Haircut) e prove tecniche di prog glitch hop (orge di suoni esagerate, macedonie ricoperte di gelatina sampledelica/laptopistiaca; ingredienti in ordine sparso: breakbeat, superscale di basso slappato e cascate di arpa, archi cinematici e superenfatici, pseudo freejazz peggio del Madlib di Young Jazz Rebels, Laura Darlington). Hype kills? Al cinquanta per cento.

(7.1/10)

Scheda: Flying Lotus

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)