Una serie di concerti europei a cavallo tra 2007 e 2008 dedicati alla canzone italiana degli anni Cinquanta e Sessanta. Successo strepitoso per Mike Patton, Roy Paci, Alessandro Stefana e l'orchestra Arturo Toscanini. Quindi, finalmente, dalle registrazioni di quegli spettacoli - ripulite e rimasterizzate per conferire loro aspetto "da studio" - esce questo Mondo Cane. Diciamolo subito: nulla o pochissimo a che vedere col documentario cult dei sixties nostrani. In programma ci sono undici pezzi facili, una selezione forse ristretta rispetto alle scalette dei concerti, ma chissà che non sia una scelta calcolata in previsione di un secondo volume...
Comunque, cos'è 'sta roba? Come giudicare il buon Patton versione crooner alle prese con pezzi interpretati a suo tempo da Nico Fidenco, da Gino Paoli, da Luigi Tenco, da Mina, da Roberto Murolo, da Nicola Arigliano? Mi sono fatto due idee. La prima è che si tratti di un semplice, appassionato divertissement. In questo caso, bravo Mike, pronuncia di tutto rispetto e ottime interpretazioni, belli gli arrangiamenti, validissimi i comprimari (Roy Paci spesso mattatore), apprezzabile la cura dei dettagli come a ricostruire filologicamente la pasta sonora dell'epoca. Ok, certo, potrebbe essere così. Oppure no.
Oppure si tratta di qualcos'altro e di più: guardare a quell'Italia figlia del boom economico come ad un modello di brio avventato e naif, i piedi in molte (troppe) staffe ma quanta grazia santantonio! La tradizione e i primi vagiti psichedelici, il bel canto ed i languori dei chansonnier, l'urlo della black music e le avvisaglie lounge. Negli universi culturali e poetici che separano Scalinatella da Deep Down, Che notte! da Senza fine o Il cielo in una stanza da Urlo negro, aleggerebbe quindi un approccio perduto, perché genuino e feroce, generoso e sbruffone, teatrale e allusivo, capace di mettere in gioco sentimenti e magagne, mancanze e desideri senza troppa vaselina culturale. Era un'Italia che scimmiottava con intelligenza e intanto covava un proprio immaginario, cui non a caso ancora oggi qualcuno guarda con passione.
Ok, certo, potrebbe essere questo. O forse un po' entrambe le cose. Disco in ogni caso curioso, talora affascinante, a tratti formidabile.
(7.2/10)
Scheda: Mike Patton
Pubblicazione: 01 Maggio 2010
File under: pop nostalghia
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