Recensione
Chunk Denseland
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jazz / postrock Voti redazione e staff

Denseland

Chunk

Mosz

Denseland è il progetto nato nel 2008 dall’unione tra David Moss, Hannes Strobl, Hanno Leichtmann. Per chi conosce gli ambienti berlinesi, ma anche per chi fa una rapida ricerca sul trio, si tratta di un supergruppo. David è performer con la voce, di mestiere, generalmente piuttosto estremo. Hannes compone e suona il basso, nelle varie forme in cui lo strumento può manifestarsi. Hanno è famoso per essere stato la mente degli Static, quindi ambito indietronica, ma viene dal free jazz.

Chunk è la summa delle tre esperienze, con i tre a venirsi incontro per trovare uno scenario comune. In particolare Moss, che qui sussurra, mormora, sinistro come sempre (Cumulus Crowds), ma non di certo dionisiaco. Il core del disco è il particolare composito, il tessuto di elementi minimi e quasi silenti, fragorosi solo nella loro solitudine. Le percussioni sopra a tutto il resto. Battiti frammentati, che però qui, anziché fare da tappeto come nel genere succede spesso, fanno particolarmente sentire la propria materia. Sembrano ossicini, piccole ossa, non si capisce bene se provenienti da una polverizzazione di uno scheletro o minuscole in partenza.

Raramente il tutto trova un ritmo costante – una struttura riconoscibile - a cui appigliarsi (e quando lo trova, lo fa sempre con l’accumulazione – sentire Scrape It (Up) o Obsidian per credere). Più spesso è l’ardore del buio a parlare nell’album. Metafora spicciola per parlare di un innesto piuttosto riuscito tra analogico e digitale. Chunk non fa la differenza in senso assoluto, ma quanto serve per farsi notare rispetto ad altre produzioni simili.

(6.7/10)

Scheda: Denseland

Pubblicazione: 02 Maggio 2010

File under: jazz / postrock

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