Recensione
Cover image
Genere

ghost ambient

Data di uscita

Maggio 2010

Pubblicazione

09 Maggio 2010

Indignant Senility

Plays Wagner

Type Records

Ad inizio anno, Type aveva dato alle stampe due vinili in edizione limitata intestati a Indignant Senility, uno dei tanti moniker dietro cui si nasconde Pat Maherr. Intitolati Plays Wagner 1 e 2, altro non erano che la ristampa in vinile di una cassetta pubblicata in edizione carbonara sull’etichetta di Maherr stesso. Ora, per allargare ulteriormente il pubblico, Type raccoglie entrambi i vinili e li pubblica in cd, dando alle stampe quella che tecnicamente dovrebbe essere la ristampa della ristampa, se non fosse che fin’ora il materiale era di così scarsa reperibilità da non considerarsi nemmeno come già pubblicato.

Con queste musiche si scrive un altro capitolo nella storia della classica d’avanguardia, o meglio… di un suo adattamento, di una sua riproduzione. Il taglio cheap e lo-fi della produzione non tragga in inganno, né tantomeno si liquidi il tutto come un banale rip-off di Layland Kirby. Pat Maherr viene da Portland ed è ragazzo dalla tentacolare e multipla espressione. Fa hip hop con il moniker DJ Yo-Yo Dieting, lo-fi noise come Sisprum Vish, musica concreta come Moms Who Chop e appunto ambient di ascendenza industrial come Indignant Senility. Nella serie in questione, Maherr prende frammenti di partiture di Wagner è le scioglie in un continuum sonoro e temporale, che sa di liquido amniotico, risacca acida, ipnosi onirica.  Flirta con la patina scura di Eraserhead e finisce per collidere proprio con Caretaker o meglio con la trilogia ultima di Layland Kirby, in un mondo dove l’ambient di matrice classica si confonde nelle sue strutture e nelle sue intenzioni, divenendo l’ombra di se stessa.

C’è sicuramente anche qualcosa della dark ambient virata in colonna sonora della Miasmah, ma Indignant Senility si distingue per i granuli porosi e “grammofonati” del suono, per un missaggio che annichilisce le profondità e al tempo stesso vi si perde dentro, per un umore che non appartiene né al sogno, né all’incubo, piuttosto ad uno stordimento offuscato e tossico. Come una registrazione su cassetta, ridoppiata tante di quelle volte, che il noise di sottofondo si confonde con la traccia registrata. Maherr ottiene con un approccio strampalato e naive una musica che non è più tale. Un’ombra di quello che è stata. Una sua versione fantasma, contaminata e ricodificata. Wagner non è più nulla, se non un sua illusione irriconoscibile. I formalisti non stiano a sentenziare, una musica come questa esiste per dare giustizia alle ombre. 

(7.5/10)

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2010)