L’impatto è pari al debutto, così come tutto il resto. In definitiva, gli Elephant9 non cambiano di una virgola quanto detto in Dodovoodoo, fregandosene di tutto e tutti. Una musica che sintetizzata, evitando la sequela di soliti nomi, si pone giusto nel mezzo tra i Deep Purple e Tony Williams epoca Lifetime. Le tastiere di Ståle Storløkken (Supersilent), il basso di Nikolai Hængsle Eilertsen (Big Bang) e la batteria di Torstein Lofthus (Shining) pestano da power trio che si rispetti, suonando tellurici (Fugl Fonix) e cagneschi (John Tinnick sembra uno strumentale dei Motorhead con Jon Lord all’organo) senza dare un attimo di respiro se non - a modo loro, sia chiaro - nelle jam Aviation, Walk The Nile e Habanera Rocket dove tra una sfuriata e l’altra si alternano brevi anfratti psichedelici.
Per il prossimo disco, che crediamo sulla stessa lunghezza d’onda, sarebbe ideale un dvd live a mostrarceli in tutta la loro carica, visto che la sola musica dopo poco mostra la corda. Ad ogni modo, meglio loro che 1000 Mars Volta.
(6.5/10)
Scheda: Elephant9
Pubblicazione: 04 Maggio 2010
File under: jazz rock
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