Ci sono voluti due anni di lavoro per realizzare il quarto album di questo combo di producer della provincia inglese. Due anni spesi a imbastire un sontuoso dance act in tutto e per tutto figlio di Orbital, Chemical Brothers e Prodigy, da cui ricavare la vena maggiormente proggy convogliando lo sforzo in una manciata di dreamy salmodie cibernetiche e altre porcate live electro tra rock e drum'n'bass.
The Formula Of Fear (stop and go fatto coi filtri dell'elettronica, base di d'n'b al ralenti, la peggio melodia trip hop che potete immaginare) è il brano trademark. Lo canta la musa di turno Charlotte James cristallizzando, lì e nel resto della scaletta, quel poco che rimane d'elettrizzante nelle piege di un sound a cui, come se non bastasse, s'è voluto aggiungere pure l'elemento orchestrale (per mano di Andrew Skeet e la Symphony Orchestra di Praga) aggiungendo il layer definitivo al già pompato e supponente impasto.
Come per certi Ottanta, da questi Novanta non si esce vivi. Nel migliore dei casi gli Hybrid sembrano la brutta copia dei Faithless. Non mancano neanche le peggio incursioni etno dei Future Sound Of London. Del resto, nell'inconsapevole anacronismo, Disappear Here un premio se lo merita: è sul serio uno dei più tronfi esperimenti sul genere di sempre.
(3.0/10)
Scheda: Hybrid
Pubblicazione: 25 Aprile 2010
File under: Orchestral, trip hop
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