Una via di mezzo tra i Fleshtones, gli Hives e degli Stooges sotto anfetamina. Padri putativi, quei Crystal Antlers di Tentacles che spuntano dagli incroci al fulmicotone tra chitarre elettriche e tastiere e che danno vita a una psichedelia urticante mista a un punk imbastardito.
Gli Speedy Peones riescono a riassumere in una ventina di minuti il post-punk di A Bear e Cinebrividus, il rockabilly di Die Neue Kindheit, la new wave di Système Solaire, lo sci-fi spacey di Moon, le inflessioni mediorientali/noise di Gt-Junior, comprimendo in dodici episodi intuizioni che sono vuoti a perdere. Un consumismo da toccata e fuga che non si accontenta dei punti di riferimento classici ma imbocca strade alternative saltando pure qualche passaggio, come nel deragliante elettro-rock & roll di Voiture Tempo. Fa quasi impressione scoprire da qualche intervista in giro per il Tubo che i Nostri hanno cominciato materialmente ad imbracciare uno strumento solo nel 2001 e senza avere contatti con altri musicisti o scene particolari. Fa impressione ma forse questo più di altro spiega la freschezza incongruente e feroce che emerge da Karel Thole e che rende il disco una delle esperienze più eccitanti degli ultimi mesi.
(7.2/10)
Scheda: Speedy Peones
Pubblicazione: 29 Aprile 2010
File under: psych-punk-new wave
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