Recensione
Holy Changing Spirit! Jains (The)
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rock Voti redazione e staff

Jains (The)

Holy Changing Spirit!

Acid Cobra

Ammesso che riusciate a superare la tipica orticaria da volto noto – il cinquanta per cento delle Jains ha le fattezze nordiche della Kristen Reichert altresì nota su MTV come parte del duo Kris & Kris – e il fastidioso odore di glamour che sprigiona tutto il progetto già a chilometri di distanza – la Stronger tratta del primo disco fu scelta per lo spot di una nota marca di orologi e gioielli -, potreste anche rivalutarle queste Jains. Per lo meno per un'attitudine rock-noise disposta si a giochicchiare con un pugno di influenze preconfezionate – Hole, The Kills, P. J. Harvey, Patti Smith, White Stripes – ma anche a mettersi in discussione senza troppe remore. Dimostrazione ne è il fatto che la produzione di ognuno dei tre dischi pubblicati dalla formazione italo-canadese è stata affidata a tre personalità piuttosto lontane dal verbo “stradaiolo” della band: Cesare Basile per Kill The Ghost, Rob Ellis per il successivo Goddess In You e Amaury Cambuzat per questo Holy Changing Spirit!. Segno quantomeno della voglia di provare accostamenti insoliti e convergenze a prima vista complicate, se non proprio di un'indole da sperimentatori.

Detto questo, appare tuttavia chiaro come le Jains non siano destinate a scardinare gli equilibri interni del rock internazionale. Anche perché le cose più importanti il duo – alla batteria Anna Di Pierno – le ha già dette ai tempi di un esordio nervoso al punto giusto. In Holy Changing Spirit! si tratta al massimo di aggiustare il tiro con un po' di furbizia, coinvolgendo i distratti con qualche ammiccamento Gun Club (No Limits), un paio di ballads telecomandate (Lullaby e Find Your Way) e qualche blues/pop da airplay a stelle e strisce (Out Of My Body).

(6.3/10)

Scheda: Jains (The)

Pubblicazione: 27 Aprile 2010

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