Recensione
Veronica & The Red Wine Serenaders Veronica & The Red Wine Serenaders
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blues-jazz-ragtime Voti redazione e staff

Veronica & The Red Wine Serenaders

Veronica & The Red Wine Serenaders

Totally Unnecessary Records

Ragtime (You Drink Too Much), vaudeville (Nobody Knows But Me), country blues del delta del Mississipi (Busy Bootin'), soul (You Must Come In At The Door), Bessie Smith (Good Old Wagon), jug band music e chi più ne ha più ne metta. In pratica, i vecchi medicine shows, la scuola di New Orleans e il jazz anni '20-'30 in un'unica soluzione.

Si tratta di rivisitazioni, è vero, ma i Veronica & The Red Wine Serenaders non hanno nulla a che vedere con l'universo delle cover band. Anche perché nel primo, omonimo, disco della formazione lombarda si parla al massimo di filologia sentimentale, di recupero, se non proprio di reinterpretazione di classici poco noti al grande pubblico. Il tutto con una professionalità affezionata e un intendo pseudo-educativo che non dispiace affatto.

(6.7/10)

Pubblicazione: 24 Aprile 2010

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2010)

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