Recensione
The Night We Called It A Day Tape Tum
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Chamber Pop Voti redazione e staff

Tape Tum

The Night We Called It A Day

Kimi Records

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Quattro anni per confezionare l’album d’esordio dopo un eppì rilasciato nel 2006 e due tracce prestate a una compilation della Domino affiliata al magazine The Wire. Un tempo trascorso a sviluppare un chamber pop che, da voglie arty e retrò (come anche da mutazioni indietroniche europee del suono post-rock chicagoano), si è reinventato dream e soundtrack ’70, memore com’è di certo Brian Wilson quanto dei migliori delfini dell’uomo oggi in circolazione (i Grizzly Bear) passando per giovani maestri quali Divine Comedy e Field Music.

Paragoni altisonanti per nove tracce un po’ barocche e dal songwriting in alcuni frangenti ancora incerto, vestite tuttavia di soundscape piantati su un terreno – quello delle contaminazioni tra cantautorato, glitch e residui post-rock – ancora ricco. Brani forti di una formula affascinante e, a tratti, persino entusiasmante.

L’indie è ripreso all’osso (Crabp pare prodotta da John McEntire, tant’è abile nell’incastrare basso, batteria ed effetti), l’impro elettro-jazz dei Tied Tickled Trio appreso a dovere, le bordate digitali dei 65daysofstatic tenute a bada e così Yepepe - uptempo primadonna prog della cordata - è senz’altro quel brano che già supera alcuni succitati limiti e ci fa scommettere su questa coppia di fratelli fiamminghi la cui strada - se il coraggio li supporta - è tutta in salita.

(7.0/10)

Scheda: Tape Tum

Pubblicazione: 29 Aprile 2010

File under: Chamber Pop

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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