Il limite di certe sonorità avant sta nel superarsi ostentatamente ed ostinatamente, senza bastarsi mai. Proiettarsi in avanti, raggiungere il rush senza più un corpo, un'idea, per il fatto di non avere abbastanza fiato nè fiuto per guardarsi indietro. L'avant-folk dei Zero Centigrade fortunatamente non ne risente affatto: mantiene nelle proiezioni un saldo appoggio all'origine più oscura che ci sia, il blues dei primi tempi - passato per l'azzeramento totale, il riduzionismo, il limite, il microsuono, l'atonalità.
Vincenzo De Luce e Tonino Taiuti (l'uno architetto, l'altro artista, attore teatrale, pittore), adescando qua e là linee percorribili, tornando alla musica cotoniera e con solo due strumenti (chitarra acustica e tromba), suonano come se fossero nella giungla amazzonica, oppure all'inizio (o alla fine) del mondo. Chitarra e tromba sembrano due reperti fossili, due strumenti il cui difficile unisono si collega al primitivismo informale con cui i due non-musicisti tingono a piene mani.
Griglie elettriche marcescenti fanno spola con diramazioni tessil-acustiche, tutte briglie ordinate su distese di fiati, che fanno dei beat (Dirty Times), claustrofobica presenza inquieta, tutta centrata sull'assurdo minidrone ventilato e i coltelli di chitarre. Sembra di stare in mezzo alle piantagioni, non quelle del Mississipi, che sarebbero piaciute a Sleepy John Estes, quanto piuttosto quelle del Delta velenoso, fatto di liquami e piante carnivore, nero come la pelle di un bluesman rapito dagli alieni.
A gettare catrame sulla costellazione infinita di macerie più o meno liquide di chitarra e tromba è l'assenza totale di effetti, macchine, mastering, missaggi vari - cosa che spinge ancor più nella ricerca di una forma verace, inossidabile, taumaturgica.
Il disco, secondo di una serie che si spera essenziale quanto i due primi episodi, è licenziato da Twilight Luggage, in formato cd-r oppure scaricabile e stampabile con copertina. Più di così non si poteva proprio.
(7.3/10)
Scheda: Zero Centigrade
Pubblicazione: 01 Maggio 2010
File under: Avant-Folk
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