Ristampa per questo classico minore del noise-rock americano a qualche anno di distanza dalla release originale su 54° 40’ Or Fight. I Conformists, tutt’altro che in tono col nome che si sono scelti, sono piuttosto restii a conformarsi coi canoni di genere e procedono spesso per contrasto, andando di secchezza (quasi scheletrica nei suoni) e minimalismo (nella fase creativa), tanto che non è casuale che Steve Albini abbia offerto loro la propria maestranza dietro la consolle.
Poco propensi a socializzare o sembrare accomodanti (you might like them…you might not, recita laconicamente la loro press-sheet) mostrano un non deprecabile noise-rock innervato di stralci post-rock louisvilliani, minimale ed stilizzato, tutto angoli spigolosi e curve a gomito a livello ritmico e melodicamente annoiato e disilluso. Un disco dai connotati oscuri, a volte impenetrabile nella cortina fumogena di ansia repressa e asperità shellacchiane (Tax Reduction) o negli slanci avant-rock sghembi e malsani (A.S.M.M.C.). Three Hundreds è dissonante e disturbante, ma risulta per forza di cose un po’ datato. Vedremo se i 4 sapranno aggiornarsi; per ora accontentiamoci.
(6.5/10)
Scheda: Conformists (The)
Pubblicazione: 24 Aprile 2010
File under: noise-rock
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