Recensione
Latin Holy Fuck
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Alt. dance Voti redazione e staff

Holy Fuck

Latin

XL

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Dopo il botto di LP e il conseguente giro di per il mondo a raccogliere premi e consensi, dagli Holy Fuck ci si aspettava un nuovo missile altezza Battles e !!!, magari un manifesto in sfida ai potentati Black Dice strutturato sul micidiale duo alle drum kit in dote al combo, e invece ci ritroviamo un album di cosmic kraut tardivo calato in una comoda culla psychedelica, lontano dal groviglio di muscolarità, strumenti "accidentali"  e matematica che li aveva caratterizzati tre anni orsono.

E' dunque una versione più misurata e calibrata del combo di Toronto quella che si ascolta in Latin, album che ricalca e approfondisce le atmosfere di una nota traccia quale Lovley Allen rinunciando con ciò all'assalto cibernetico in favore di una latinità notoriamente germanica e velatamente newyorchese.

Così Red Lights e il suo funk bianco, benché addomesticato, si presenta più come una parentesi e la ripresa di certa cosmica (Latin America), che risponde concisa al rinato interesse di formazioni come Jonas Reinhardt, risulta una missiva fin troppo calcolata, come pure il suo ovvio corollario che è Silvia&Grimes, un motorik à la Neu!. Di questo passo è fin troppo naturale sentirli toccare quel pop epico di certi Arcade Fire, qui riprodotti strumentalmente e in salsa elettrock. Niente di sconvolgente quando questo combo, sconvolgente lo era per davvero.

Latin dunque come figlio di una risconosciuta spendibilità conquistata con il sudore della prova precedente; tecnica, furbizia e risparmio energetico sulla scia di trend assodati nell'underground di settore: Sht MTN oblitera una versione rock dei Black Dice. Stilettos è il solo brano degno del loro passato. I novizi non lo disegneranno. Gli scafati rimarranno delusi.

(6.0/10)

Scheda: Holy Fuck

Pubblicazione: 26 Aprile 2010

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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