Recensione
Sopra i tetti di Firenze - Omaggio a Caterina Bueno Riccardo Tesi, Maurizio Geri
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folk italiano Voti redazione e staff

Riccardo Tesi, Maurizio Geri

Sopra i tetti di Firenze - Omaggio a Caterina Bueno

Materiali Sonori

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Caterina Bueno è stata, insieme a Giovanna Marini, una delle più importanti ricercatrici e cantanti della tradizione popolare italiana. E' grazie alla sua opera di registrazione sul campo di canti popolari della Toscana e di tutto il Centro Italia che oggi possiamo ascoltare un repertorio che fa da spina dorsale ad un bel pezzo di storia del nostro Paese e, fra i tanti, anche questo disco di Riccardo Tesi e Maurizio Geri. I quali omaggiano proprio la loro maestra – fu lei ad avviarli negli anni settanta alla musica vissuta come professione e “missione” – con un doppio cd che ne riassume l'opera in compagnia di una squadra di ospiti toscani e non solo piuttosto di rilievo (Piero Pelù, Daniele Sepe, Carlo Monni, Nada, David Riondino e Gianna Nannini).

Viste le premesse, e tenendo presente chi siano per la musica popolare italiana Geri e soprattutto Tesi, ci sarebbe da gridare all'evento, perché Sopra i tetti di Firenze - Omaggio a Caterina Bueno, oltre ad essere una specie di ritorno a casa (in particolare per Geri, che negli anni si è spostato in altri territori seppur attigui: dalla canzone d'autore al manouche), ci consegna una rilettura della musica di Caterina Bueno tirata a lucido e a dir poco riuscita. I due infatti riarrangiano diciannove tracce in tutto (ma alcune sono divise a loro volta in varie sottotracce) insieme al gruppo di musicisti che accompagna Tesi nei suoi progetti più recenti con l'aggiunta della splendida voce di Lucilla Galeazzi, che della nuova generazione di musicisti folk-world italiani è sicuramente una delle maggiori interpreti. Il tutto viene così pervaso da aromi appenninici, mediterranei, in generale eleganti ma al contempo veraci, con qualche convincente azzardo qua e là (una versione di Battan l'otto fatta solo con percussioni e voce) e l'apporto prezioso di alcuni degli ospiti (si ascolti a tal proposito 500 catenelle d'oro cantata da Nada: un po' come se Marianne Faithfull rifacesse Woody Guthrie).

In chiusura poi non manca Caterina, la canzone che Francesco De Gregori dedicò proprio alla Bueno e inserì in Titanic. Sorta di sigillo autoriale a un'operazione di recupero e memoria che riesce a rivitalizzare il passato. O in altre parole trasforma le radici in rami.

(7.6/10)

Pubblicazione: 19 Aprile 2010

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