Recensione
It All Falls Apart Sight Below (The)
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ambient techno Voti redazione e staff

Sight Below (The)

It All Falls Apart

Ghostly International

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Come già analizzato in altri lavori, primo tra tutti Pantha Du Prince, pare che The Sight Below stia muovendo verso la totale assenza di beat acuendo di contro possenza e feeling. La due tracce in apertura sommano undici minuti di sognante musica discreta fatta di epici bordoni cosmici (Shimmer) e liquide trame ancestrali (Fervent), ovvero un esplicito biglietto da visita di pari e inversa portata alle battute iniziali dei My Bloody Valentine di Glider.

La cassa dritta diventa eccezione e non regola, nondimeno seducente in Through The Gaps In The Land e Burn Me Out From The Inside ma quasi marginale accessorio di un modus già compiuto. Il crocevia del cambio di rotta lo si poteva trovare nell’Extended Play dello scorso anno, Murmur, dove l’apporto del vecchio amico Simon Scott (ex Slowdive) e soprattutto Eluvium è stato decisivo.

Ed anche qui c’è una traccia cantata, una cover, che fa il paio col background Factory mai nascosto. New Dawn Fades dei Joy Division viene proposta come avrebbero potuto dalle parti dei This Mortal Coil: intensa e liquida dove spicca la voce di Jesy Fortino (aka Tiny Vipers) calatasi perfettamente in atmosfere a lei poco congeniali.

L’acme dell’intera opera risiede tuttavia nei tredici minuti Stagger: un remix tra Basic Channel (quella cassa monca) e Labradford operato da un raver pentito. A rigor di logica, nel prossimo lavoro l’abiura del beat dovrebbe essere il passo obbligato.

(7.0/10)

Pubblicazione: 08 Maggio 2010

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Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2010)

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