Quando dici melting pot e non è degli Stati Uniti che parli, ti basta scendere qualche centinaio di chilometri a Sud. Cioè in Brasile, da dove proviene Curumin (paulista con sangue spagnolo e giapponese), polistrumentista chiamato a persuadere che l’idea di musica black a 360° mostrata nell’esordio del 2005 Achados E Perdidos fosse sorretta da continuità d’ispirazione e brillantezza. Così è e in misura vieppiù maggiore, poiché alla mescolanza di soul, hip-hop, reggae e tradizione locale il ragazzo aggiunge un’immediatezza “pop” non banale (si vedano Compacto, Magrela Fever e Sambito) e ospiti efficaci (su tutti Blackalicious e Lateef The Truthspeaker nella collagistica Kyoto); alla luce del risultato non sorprende perciò che il lavoro - risalente a due anni or sono, tuttavia giunto solo ora da noi - abbia raccolto elogi e premi di là dall’Atlantico.
Suona infatti egregio figlio di un globalismo positivo, di tecnologie moderne che permettono incroci smaliziati se usate con chiarezza d’idee e voglia di trasmettere emozioni. Su quanto già citato e un livello medio assai elevato, spiccano la metropolitana e inquieta Dançando No Escuro, il funk verdeoro Mal Estar Card, quel respiro romanticamente oppiaceo che sale da Misterio Stereo e dalla sensazionale In The Hot Sun Of Christmas Day. Apice che, collocato in chiusura, esorta a ripartire daccapo.
(7.0/10)
Scheda: Curumin
Pubblicazione: 20 Aprile 2010
File under: black
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