Recensione
The Devil And I Lone Wolf
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Folk infernale Voti redazione e staff

Lone Wolf

The Devil And I

Bella Union

Lone Wolf. Con un nome di battaglia così ti aspetti chitarra acustica, voce e via di folk cantautorale sul solco della tradizione rivisitata da un Bonnie Prince Billy o un Bill Calllahan a caso. E This Is War parte proprio così. Ma di partenza si tratta, perché Lone Wolf/Paul Marshall il folk lo prende a calci, scaraventandolo all’inferno, infondendogli la febbricitante profana sacralità della musicalità di Dave Eugene Edwards (Keep Your Eyes On The Road e Buried Beneath The Tiles), lo accarezza e lo riporta in paradiso grazie ad aperture melodiche delicate e incisive.

Peccato e redenzione a braccetto, intimità acustiche e arrangiamenti carichi di fiati e archi scopano in un confessionale edificato sulla barca di Caronte. Scott Matthew in preda alla perdizione We Could Use Your Blood e le due parti della title-track, delicato anelito di melanconia 15 Letters, i Radiohead del dopo Ok Computer se si fossero innamorati del folk pastorale e non della Warp, Russian Winter e Dead River. E poi la grancassa risuona in lontananza, come tuoni di un temporale in arrivo. Un lupo ci squadra, ci regala uno sguardo compassionevole e si dilegua.

(7.2/10)

Scheda: Lone Wolf

Pubblicazione: 02 Maggio 2010

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Giampaolo Cristofaro
Giampaolo Cristofaro (Album 2010)

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