Recensione
The Invisible Landscape Eternal Tapestry
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psych-kraut Voti redazione e staff

Eternal Tapestry

The Invisible Landscape

Not Not Fun

Mentre si prepara l’offensiva primaverile targata NNF con molti dei grossi calibri pronti a dispiegare il potenziale freak-psych specialità della casa, recuperiamo un disco uscito da qualche mese come succoso antipasto.
Gli Eternal Tapestry sono di Portland e sono dei fricchettoni in fissa col rock che più krauto non si può, almeno a giudicare dall’oceanica opener Cathedral Of Radiance, oltre 11 minuti di magmatico flusso montante di deliqui psichedelici che si gonfiano in heavyness krauta reiterata e incessante.

Quello di Nick Bindeman (chitarra e voce), Dewey Mahood (chitarra) e Jed Bindeman (batteria), è uno strambo immaginario space-primitivista: come se per perdersi lungo i crinali della psych più dilatata e kosmische si avesse bisogno di clava e randello. Tra furia ossessiva e brutalità strumentale, urla belluine e trionfi di wah-wah, è un senso di straniamento quello che colpisce nel marasma post-hawkwindiano di Cosmic Dream o al momento di salire a bordo della navicella spaziale fatta di stracci e erbacce nel lungo trip Temporal Starshine Voyage.

A materializzarsi è un immaginario bucolico e primigenio che ben si accosta a sfuriate degne di Can e Neu, un bel modo di mostrare il lato più muscolare della musica cosmica.

(6.9/10)

Pubblicazione: 15 Aprile 2010

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2010)

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