Recensione
In Evening Air Future Islands
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Synth pop Voti redazione e staff

Future Islands

In Evening Air

Thrill Jockey

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A portarceli alla Thrill Jockey già dal 2007 è quel misto di basso manchesteriano e tiepida emotività sintetica, e certamente, l'estetica che dal varo New Order è arrivata sino al fatidico 1984, anno spartiacque, e bilico, sul quale poggia il cuore arrangiativo della "post wave"; genere  autoproclamato e professato da questo trio appena trasferitosi a Baltimore e terreno sulla quale la label statunitense sta indagando anche con gli High Places.

Nella città degli eccentrici, questi ragazzi giunti al secondo disco non cercano clamori né riflettori puntati. Piuttosto, la loro è una missione per conto di un'urgenza narrativa, un passionalità sottotraccia (e perciò ancor più cocente) che in In Evening Air li porta a tracciare percorsi di passione e incomprensione, dolore e struggimenti dove è soprattutto l'amore catartico a regnare sovrano.

Niente epica Echo & The Bunnymen dunque, c'è piuttosto tutto quell'addentrarsi nel lato più romantico di certi Psychedelic Furs (con un tocco pure di O.M.D.). Una mossa in dialogo a distanza, se vogliamo, con la formula lo-fi di Blank Dogs e Blessure Grave alla quale i Future Islands oppongono un bel crooning in chiaro con un Samuel T. Herring che ha tutte le carte in regola per arrivare da qualche parte. 

Il suo canto è il trademark di una proposta derivativa, raucedinoso dalle mille sigarette, ha quella fiamma dentro che brucia e l'acquasanta è un David Bowie più volte e degnamente chiamato in causa. Segnali di carisma di una formula comunque in rodaggio, ma promettente e già di sicuro culto per taluni.

(6.8/10)

Scheda: Future Islands

Pubblicazione: 30 Aprile 2010

File under: Synth pop

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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