Onestamente, li davo per persi gli Ash. Da troppo tempo il loro pop rock teenageriale aveva perso smalto e il gruppo sembrava indirizzato inesorabilmente verso un prematuro (e alquanto triste) finale di carriera.
Vederli, appena trentenni, prendersela con le incomprensibili dinamiche del mercato discografico, all'indomani dell'ultimo e bruttino Twilight Of Innocents, era una cosa che stringeva il cuore, soprattutto se li si aveva amati al tempo dei loro fulminanti primi singoli.
Quello che sembrava un estremo gesto di disperazione (la volontà di bypassare i canonici e obsoleti formati discografici, pubblicando un nuovo singolo ogni due settimane, per un anno intero) si è rivelata invece una mossa vincente. E' come se la perentoria scadenza dei quindici giorni avesse funto da pungolo per gruppo e gli avesse fatto recuperare l'urgenza degli esordi.
Ora, con un ripensamento tipicamente radioheadiano, la prima parte del progetto si è materializzata in un cd vero e proprio: si intitola Vol.1 e fotografa il lavoro svolto dalla band nel corso dei primi sei mesi delle A-Z series.
Si tratta di 13 brani che sono, senza mezzi termini, la miglior sequenza inanellata dal combo irlandese dai tempi di 1977. Attenzione, non è che Tim Wheeler, sia diventato improvvisamente un songwriter maturo e compassato. Tantomeno ha imparato a interpretare i pruriti degli odierni adolescenti. Piuttosto è accaduto che, vuoi per mestiere, vuoi perché essendo ritornato a essere un trio, il gruppo ha riacquisito quell’agilità che ne aveva contraddistinto gli esordi, gli Ash abbiano ricominciato a divertirsi.
Ecco così spiegato l’entusiasmante pop punk di Arcadia, i Kinks a 78 giri di Ichiban, le cromature electro di Space Shot, il brit rock leggero come una piuma di True Love 1980: piccole cose che non ti cambiano la vita, ma ti fanno ricordare di quando la musica la vivevi con la pancia, più che con la testa.
(6.7/10)
Scheda: Ash
Pubblicazione: 13 Aprile 2010
File under: Indie rock
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