Recensione
Boo Dag för Dag
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indie-rock Voti redazione e staff

Dag för Dag

Boo

Haldern Pop Recordings

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L'inquietudine Joy Division ripassata con spugnature lisergiche, ovvero drumming serrato e prossimo alla deflagrazione e chitarre che non rinunciando all'elucubrazione elettrica spargono reflui luccicanti e aciduli: quello che fanno i fratelli svedesi Sarah e Jacob Snavely in questo esordio sulla lunga distanza prodotto per quasi metŕ negli Stati Uniti (da Richard Swift) e per il resto nella terra natale č presto detto. Si aggiunga a ciň solo un violino spiritato che per Boxed up in pine dichiara un'ascendenza folk non troppo precisata e una Wouldn't you da Arcade Fire in tensione misticheggiante e la mappa del percorso dei Dag för Dag č completa. Ovvio che sulla distanza di tredici tracce il gioco si ripeta un po' troppo e annoi – anche se ai nostri non manca quel tiro che live saprŕ farsi rispettare – tuttavia neanche una bonus track intitolata Ring me, Elisa che li vede travestiti da White Stripes sembra aprire chissŕ quali prospettive. Insomma: vi piaceranno solamente se saprete accontentarvi.

(6.0/10)

Scheda: Dag för Dag

Pubblicazione: 03 Aprile 2010

File under: indie-rock

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2010)

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