Recensione
Blackmagic José James
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soul-jazz Voti redazione e staff

José James

Blackmagic

Brownswood

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Una serie di 12" e di collaborazioni eterogenee (Basement Jaxx, Gilles Peterson, Jazzanova, Flying Lotus) ne hanno segnalato il nome; il debutto The Dreamer ne ha fatto un singer coccolato dai festival e dalle riviste jazz USA (per alcuni, tra i migliori dischi del 2008). Il newyorkese José James unisce la tradizione del soul e del jazz con l'appeal della nowness produttiva tra nu- e hip hop, ama John Coltrane, guarda a Marvin Gaye e allo Gil Scott-Heron degli anni Ottanta. La critica lo ha paragonato spesso a D'Angelo, ma il nostro sembra molto meno incline allo sdilinquimento vocale e più classic-sided.

Un pugno di pezzi vellutati ed eleganti (Touch, Save Your Love For Me), ibridi costruiti con intelligenza (lo step-jazz di Warrior) e le tre produzioni firmate Flying Lotus (la dilliana intro, Made For Love e la titletrack), non riescono però a fugare del tutto l'impressione che tiri una certa aria di autoindulgenza e che sul piano compositivo - la confezione è impeccabile - sia possibile fare di più. José ha i numeri giusti - piglio, voce, cura del dettaglio - per farlo. In coda, un remix by Joy Orbison che guarda alla old skool house, divertente ma un po' fuori luogo.

(6.9/10)

Scheda: José James

Pubblicazione: 12 Aprile 2010

File under: soul-jazz

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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