Recensione
Ten Glorious Aniimals Alice Donut
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Indie Hardcore Voti redazione e staff

Alice Donut

Ten Glorious Aniimals

Alternative Tentacles

Sono ancora cazzoni e divertiti rockers gli Alice Donut. Ten Glorious Animals non è all’altezza dei passati Mule o Bucketfulls of Sickness and Horror in an Otherwise Meaningless Life, ma non è doma la tetra pazzia che rimbalza in pezzi di conciso e letargico hardcore, lercio e scassato blues altezza Jon Spencer e felici intuizioni di pop deviato e corrosivo.

Ten Glorious Animals segna anche il ritorno alla storica Alternative Tentacles, a cui il gruppo era approdato dietro raccomandazione di Jello Biafra per poi sfasciarsi a seguito della sconfitta commerciale inferta loro dai “rivali” Butthole Surfers. Solo ora, dopo il discreto Fuzz del 2006, il sacro fuoco della creatività pare riardere e se proprio non si tratta di incendio, è un caldo e amichevole falò, lisergico il giusto. Per averne la conferma basta partire dalla fine. Dalla cover di Where Is My Mind, identica all’originale tranne che per le parti cantate affidate a trombe e tromboni. Ok, un’idea già sperimentata per una versione di Helter Skelter nel live Dry Humping The Cash Cow, ma funziona ancora a dovere. Ben dispongono anche il delirio tra Old Time Relijun e Paper Chase dell'apripista Mrs Carradine, l'hardcore caramellato di Lorelei & Henry, gli Screaming Trees sotto codeina di No More Room, il tetro e marziale bozzetto prog/punk di Esophagus e Prog Jenny e The Cavalry, ballate punk/country dal cuore ricolmo di sangue zuccheroso.

(6.8/10)

Scheda: Alice Donut

Pubblicazione: 29 Marzo 2010

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Giampaolo Cristofaro
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