Recensione
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Genere

neominimalism

Data di uscita

Gennaio 2010

Pubblicazione

05 Aprile 2010

Rhys Chatham

The Bern Project

Hinterzimmer Records

Di Rhys Chatham abbiamo ancora in mente la grandiosità di quattrocento chitarre che suonano insieme per un obiettivo neominimalista. Era A Crimson Grail For 400 Guitars, un progetto maestoso che ha creato subito abitudine, stilemi, che ha lasciato tracce indelebili. The Bern Project è un’altra cosa. Innanzitutto è il risultato di un incontro, di un aneddoto: Chatham che arriva nel 2008 a Berna per un concerto e lì incontra Mago Flueck, Julian Sartorius, Beat Unternährer, nonché Reto Mäder della Hinterzimmer Records. Quest’ultimo diventerà produttore del progetto, e la sua etichetta responsabile della pubblicazione. Gli altri tre, il primo bassista, il secondo batterista e il terzo trombonista, da musicisti “raccolti” daranno l'anno dopo la propria identità e i propri timbri (e, ai fini del copyright, anche la propria autorialità) a The Bern Project, altra opera di grande effetto, ma meno incompromissoria che nel passato.

Il crescendo esaltante di War In Heaven (titolo esemplare) parla chiaro, proprio alla luce dei nuovi inserti. I tratti del neominimalismo Chatham-iano sono qui più euforici, più vicini ai suoni e alle norme del rock, ma non della no-wave, di cui davvero poco si sente nell’album. Siamo a un livello più concreto di ascoltabilità, riconoscimento di figure a cui ancorarsi. Stupisce poi la carezza free di Scrying In Smoke, dove la tromba di Rhys prevale sussurrando e misticheggiando sulla chitarra – ma senza dichiarare gerarchie, sia ben chiaro. Il bis è subito lì di presso, nell’incanto quasi ambientale di My Lady Of The Loire. E c’è un ombrello che racchiude tutto questo, come i due episodi finali. Si chiama leggerezza. L’ultraoltranzista Rhys Chatham mette in scena le vie di fuga da se stesso, lasciando prendere il ruolo protagonista a qualcun altro, che aleggia in tutta l’opera e si materializza sul finale, prima nella micro-frammentazione impro alla Sinistri di Under The Petals Of The Rose, poi nell’eccitazione del pubblico, che sembra spronare il compositore su questa strada. Il quale si toglie la soddisfazione (affatto divertita) di auto-citarsi – ma evidentemente con buona dose di ironia – in Is There Life After Guitar Trio? Come meglio concludere una recensione di The Bern Project se non rispondendo di sì? E' Rhys a dircelo.

(7.2/10)

Scheda: Rhys Chatham

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