Barcamenarsi tra sottotesti glitch ed estetica indie pop non è cosa tanto semplice. A giocare con la fragilità e la delicatezza del pop da cameretta si rischia di riempire bicchieri di aria e far scappare i clienti. Gli Electric President son bravi gestori e lo si era capito sin dai due dischi su Morr, edificati con abilità tale da far trasparire la propria personalità pur adeguandosi all’identità musicale dell’etichetta stessa. Scongiurati rischi di noia e maniera, reggono ancora bene i sottili equilibri alla base del precedente Sleep Well quanto di questo The Violent Blue.
Ancora i Death Cab For Cutie e i Grandaddy più soffici come riferimenti per pezzi caratterizzati da elettronica sobria e chitarrine languide, al servizio un indie-pop vellutato ma capace di alternare duri colpi allo stomaco (Nightmare No.5 Or 6) e carezze seduttrici. A conferma di tutto poi, All The Distant Ships poteva segnare il tracollo: pezzone di più di otto minuti ad alto rischio di sbadigli e palle rotolanti. E invece è delizioso e il pezzo migliore di The Violent Blue, lavoro colmo di amarezza incantata quanto il battito d’ali di una farfalla appena nata che svolazza beata incontro alla morte.
(7.0/10)
Scheda: Electric President
Pubblicazione: 29 Marzo 2010
File under: Indie pop
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