Recensione
Lethargy & Repercussion Ken Camden
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chitarra avantgarde Voti redazione e staff

Ken Camden

Lethargy & Repercussion

Kranky

L’operazione di Ken Camden, debuttante neo acquisto di casa Kranky, non è poi molto distante da quella recentemente messa in essere da Geoff Mullen, ovvero sperimentalismo chitarristico che gioca di sponda tra le vibrazioni kraut, le scale orientali e l’appeal cosmico-elettronico di chiara ascendenza frippertronics. Qui c’è meno metodo e molta più improvvisazione.

La stesso dettaglio non secondario che tutto il disco o quasi (fa eccezione la traccia finale Jupiter) sia stato registrato in presa diretta, senza l’uso di sovra-incisioni, restituisce immediatamente la fragranza cruda di un approccio live. Quindi il passaggio rapido dai bozzetti orientali dell’iniziale Birthday al viaggio intergalattico della successiva Raagini Robot avviene senza soluzione di continuità. Tutto il disco vive amabilmente su questo equilibrio precario ottenuto senza rifletterci due volte di troppo sulle soluzioni da adottare, ma il risultato finale è troppo poco coraggioso.

Il riferimento quasi imprescindibile al raga lascia il tempo che trova. Certo, non c’è una virgola fuori posto, ma cui prodest l’ennesimo disco che rifà il verso, senza troppo sforzarsi, alla magia di No Pussyfooting?

(5.8/10)

Scheda: Ken Camden

Pubblicazione: 06 Aprile 2010

File under: chitarra avantgarde

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