Tagli primitivi, quasi anni Settanta in questa lunga compila unmixed. In prima battuta sembra fatta apposta per i cultori dell’old school dance (Raw Cuts #1) e del funk (Raw Cuts #2), ma poi si insinua anche un vago sapore jazzy (Prayer) che ricorda profumi di fine secolo parigini (Dimitri e soci della Bastiglia) e un basso che ti apre lo stomaco con una deepness tagliata techno street (All My Life e Monster Box unici due pezzi targati Jayson Brothers).
MCDE è la creatura di Danilo Plessow, nuova star della deep immaginifica e grondante freschezza dopo quel capolavoro di Terre Thaemlitz che ha riaperto il discorso sul suono post-Chicago. Il ventiquattrenne di Stuttgart dice la sua senza scomodare ingombranti ammennicoli da studio di produzione, sfoggia il suo vocabolario lo-fi in modo a tratti didascalico, ma in questa chiarezza (e se vogliamo ingenuità) acquista punti. La selezione di singoli dalla sua etichetta è fatta per chi ascolta house con il cuore black, per chi crede che ci sia ancora una possibilità di anima dietro la consolle (ottimo in questo senso il featuring di Stee Downes in There’s A Truth).
Se non fosse per le note biografiche, Danilo potrebbe essere nato a Detroit (vedi la bomba da autobahn kraftwerkiana Monorail). Tenete d’occhio questi tagli, potrebbero farvi sanguinare...
(7.2/10)
Scheda: Motor City Drum Ensemble
Pubblicazione: 02 Aprile 2010
File under: deep house funk
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