Recensione
Papercuts Theatre Burning Star Core
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Psych Noise Voti redazione e staff

Burning Star Core

Papercuts Theatre

No Quarter

Distante dalle efferratezze dei compagni di sventure Yellow Swans, Prurient e John Wiese, chi ha seguito da vicino Chris Spencer Yeh/ Burning Star Core sa quanto l'uomo abbia ammiccato alla musica colta nella propria carriera. Disseminati in Amelia o di Everyday World Of Bodies, ad esempio, troviamo evidenze di LaMonte Young come di Tony Conrad attraverso suoni minuscoli e variazioni altrettanto microscopiche. 

Papercuts Theatre ne cambia corso a favore della visceralità della comitiva: un insolita batteria (non più campionata) oscilla tra spasmi e ritmi funk nella traccia I, affogata da synth pulsanti di rumore fluido; e se in III ritorna la voce (come in Everyday World Of Bodies processata fino a sembrare una beat-box sbronza) passa un attimo e la foga dei synth sommerge tutto di nuovo.

Un suono che reclama spazio. Che si fa strada attraverso i reverberi in direzioni misticheggianti per un free noise mai annichilente. In Papercuts Theatre, quello che C. Spencer Yeh ha tolto al cervello, lo restituisce allo spirito tutto.

(7.2/10)

Pubblicazione: 02 Aprile 2010

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