Recensione
Time For The Devil John & Jehn
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wave pop Voti redazione e staff

John & Jehn

Time For The Devil

Naive

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Secondo album per questa coppia di parigini domiciliati a Londra dove più e meglio possono sfogare l'estro post-wave, mantenedo altresì un atteggiamento da poseur che non guasta. La formula sonora è piuttosto variegata, per non dire slegata, frutto evidente di un calcolo che tenta la quadratura tra citazione cool ed immediatezza raffinata. Lo senti da come ondeggia tra evidenti richiami Joy Division-New Order (Shy) e capricci errebì (una Vampire che manda in cortocircuito la Whinehouse e Siouxsie), enfasi Echo & The Bunnymen con additivi Franz Ferdinand (London Town) e casomai - perché no? - un retrogusto Arcade Fire (la title track, Down Our Streets), stemperando al bisogno melodie Smiths col brio balzano Julian Cope (And We Run) oppure ammiccando certa wave nera come avrebbe potuto il primo Prince (Oh My Love).

Sono interessanti la tenacia, l'arguzia, l'accuratezza dello sforzo produttivo, il "physique du rôle", quelle due voci che si scambiano i compiti nel modo più congeniale. Ma tutto suona splendidamente artefatto. E' un disco che andrà bene come sottofondo nelle festicciole per scafati. Casomai.

(6.0/10)

Scheda: John & Jehn

Pubblicazione: 05 Aprile 2010

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Stefano Solventi
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