Recensione
The Shadow Of An Empire Fionn Regan
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Folk-Rock Voti redazione e staff

Fionn Regan

The Shadow Of An Empire

Heavenly

Secondo disco per il menestrello di Dublino. Amante di Leadbelly quanto dei Nirvana, Fionn si dimostra infatti perfettamente capace di elaborare  ispirazioni antitetiche, rendendole felici compagne di viaggio ed espressione di una cifra stilistica sempre più compiuta. Partenza con chitarre in twangle, piglio sbarazzino e sarcastico degno dei migliori Libertines (Protection Racket e Coat Hook renderebbero viola di invidia Pete Doherty), ritornelli killer che si infilano sotto pelle ed entrano in heavy rotation nel sistema circolatorio. Da Genocide Matinee in poi gli archi voltaici di puro istinto rock'n roll si estinguono e rinascono a nuova vita in acute incursioni di incantato e incantevole cantautorato folk, tra energia ed estasi melodica bilanciate con consumata sapienza.

Mutevole e caleidoscopico The Shadow Of An Empire: Violent Demeanour è  ciò che sarebbe scaturito da una jam tra Violent Femmes e Nick Drake, torch song dalle minuzie western Lines Written In Winter, House Detective è un congegno di pulsioni rock alla Chuck Berry remixate da Lee Hazlewood. E poi dolci fitte al cuore di romanticismo alcolico Little Nancy, estro e profonda emotività nell’accorata preghiera di frontiera di Lord Help My Poor Soul, piano, voce e la pelle diventa del tutto splendida con la title-track a suggellare una promessa mantenuta.

All’uscita del debutto The End Of History, la speranza di aver scovato un talento era palpabile. Ora è sbocciato.

(7.3/10)

Scheda: Fionn Regan

Pubblicazione: 26 Marzo 2010

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Giampaolo Cristofaro
Giampaolo Cristofaro (Album 2010)

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