Recensione
High Places vs. Mankind High Places
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Meta pop Voti redazione e staff

High Places

High Places vs. Mankind

Thrill Jockey

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Ciò che colpisce del sophomore degli High Places è il salto di qualità di un progetto già nato sotto i riflettori della critica specializzata di mezzo mondo. Nello splendido High Places vs. Mankind i suoi protagonisti sono passati da un approccio dominato dall'elettronica bric a brac di Animal Collective e Black Dice a un maturo guitar sound, un nuovo  livello in scrittura alla giusta distanza da certa oscurità Ottanta, e soprattutto la voglia di melodie cristalline di stampo 4AD.

Come per l'esordio, i brani scorrono sicuri lungo le linee (leggi le tape) psych-esotiche - e a tratti dub - dell'esordio, con la differenza che sopra di esse si poggiano i refrain wavey della chitarra di Barber e il canto dreamy - o pop tout court - di un'incantevole Pearson. Ed è proprio come se il combo volesse porsi a contraltare ideale del meta-pop dei compagni d'etichetta Pit Er Pat. Stesso fascino e qualità per obbiettivi differenti, con il duo a puntare al cuore di una personale missione sonica: una morbida lievitazione dagli smalti appena ingialliti, una maniera escapista, afosa e senza nostalgie sotto la quale si balla anziché no.

Nelle loro parole, se il precedente sforzo era tutto bellezza e crescita, il presente si focalizza sul concetto di essere umano e sull'interazione. Massimi sistemi per una collezione di tracce facili, ricchissime di spunti e meglio di ogni altra cosa, potenti. 

(7.3/10)

Scheda: High Places

Pubblicazione: 26 Marzo 2010

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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