Recensione Dvd
La rage Pierre Alexandre Tremblay
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Elettroacustica Voti redazione e staff

Pierre Alexandre Tremblay

La rage

Enprientes Digitales

Les jeux sons faits recita il primo movimento di La rage.

Essì, è così, l'elettro-acustica nella sua più originaria fondazione è movimento di leggi indefinibili, di strutture invertebrate tese alla fabbricazione inter-umana uomo-mezzo; se le strutture si basassero su macchine incostanti e mezzi impertinenti, i giochi sarebbero molteplici, imprevedibili, e disomogenei, proprio come la musica di Pierre Alexandre Tremblay, batterista free-jazz, compositore di Hiddersfield, Inglilterra che ama il teatro incognita della timbrica, l'affastellamento illogico della poliritmia.

Ricamata con didascalie barocche, messinscena cardiopalmiche in un misto tra il Belfi italiano ed il francese Vigroux, di stoffa ce n'è e si sente. E' musica post-tzadik, post-Mori, fatta di sinfonie dettate dal tempo e tipi sconosciuti, processata ma calda come la cioccolata fusa con tutti i titoli dei sottobrani all'evocazione ultramoderna di dirottamenti acusmatici che, come recitano sempre le note, sono fatti per morire e sopravvivere.

Una lunga neo-liturgia di mixed-media (Tremblay è anche un fotografo, sua la straordinaria immagine di copertina), disarmante, e post... ma post solo perché non c'è un post nel post, e perché dopo il post c'è solo il momento-mori.

Tramblay, come i compositori moderni d'aria colta (termine spaventoso, antipatico), intercetta le soluzioni di discontinuità lasciate a ridosso della materia elettronica nell'era del non-sense, e sventa, deturpa, rimastica tutte le istanze che non hanno avuto luogo, per un personale diario caricaturale. Difficile da masticare e forse per questo incoraggiante all'ascolto.

(6.9/10)

Pubblicazione: 28 Marzo 2010

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Salvatore Borrelli

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