trans_canada è l'ultima fermata della stazione elettroacustica-acusmatica, almeno dell'area canadese, poiché 8 sono i musicisti canadesi coinvolti dai curatori Lugder Brummer e Sabine Breitsameter nello ZKM (Center for Art and Media Karlsruhe) in Germania. Tutti lavori premiati al trans-canada festival presentati nel Febbraio del 2005.
Tante le diramazioni presenti nel lunghissimo dvd: il re-cutting spigoloso di Nicolas Bernier in Writing machine in cui voci intersecanti prese dai testi burroghsiani si sfilacciano, agonizzano dietro un sottofondo di spoken che sembra provenire dal Blue di Derek Jarman. Darren Copeland fabbrica volte computeristiche e shutters con intelligenza artificiale per un'ordinata esposizione dell'incubo tra voci febbrili e fossili sonori (Anche qui il drone è di casa, ma i 35 minuti scorrono in un baleno psichedelico assai sottile e tattile). Francis Dhomont miniaturizza la lettera al padre di Kafka grazie alla voce dell'attore Martin Engler. Qui le vocalizzazioni si trasformano in flussi sonori disancorati nell'ottica di un complessivo disorientamento d'ascolto. Anche Louis Dufort tratta le voci con intento kitsch e tecnologie midi su oscillazioni b-movie; identica la ferraglia accumulativa e la densità sarcastica della composizione, tema non laterale dell'intera raccolta.
Gilles Gobeil in Ombres, Espaces, Silences... rivisita la prima musica polifonica (Ars Antiqua, Ars Nova) con un fervore mistico sui luoghi degli albori della cristianità attraverso la serie di tableaux viventi acustiche, che a detta dell'autore, indagherebbero i luoghi psichici dell'eremitaggio. La musica si fa commento filmico, trascrizione quasi sinfonica, con l'uso d'intervalli e punteggiature della classica contemporanea.
Robert Normandeau coi suoi palinsesti dell'età, su pattern vocali, un po' straziati, ma con un gusto sonoro non sempre coerente, attraverso granulazioni feroci, quasi rugiti, spinge l'ascoltatore ai limiti della schizofrenia plunderfonica. I segni estatici sono propri anche di Barry Truax e la sua modulazione diretta di un quarto d'ora di sciamanesimo pre-elettronico sul segno di avanzamenti per stati di coscienza binari. Fur Dich - For You, di Hildegard Westerkamp, il pezzo più poetico della raccolta, organizzato su Rilke, ritradotto dal poeta canadese Norbert Ruebsaat, con sottili linee sussurrate ed interposte come in un film dell'ultimo Godard.
Intenso ed emozionale questo tour-de-force nell'elettroacustica canadese: Vancouver, Toronto, Ontario, i nuovi luoghi del concretismo elettronico che furono un tempo dei francesi Parmegiani ed Henry: nuovi procedimenti, nuove possbilità che offrei il Surround 5.1. che, per dilatazione e ventaglio di proposte prescelte, si presenta come un notevole momento d'indagine sulla nobile arte acusmatica, invero spesso anacronistica e gravosa, ma qui sapientemente misurata ed attuale.
(7.0/10)
Scheda: AA. VV.
Pubblicazione: 27 Marzo 2010
File under: Elettro-Acusmatica
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